| Fondazione, la nuova stagione teatrale |
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| Scritto da redazione | |
| mercoledì 28 giugno 2006 | |
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Si apre il sipario sulla nuova stagione della Fondazione Palazzo della Cultura di Latina, la terza sotto la direzione artistica di Luca Barbareschi. Una rassegna che si articolerà in diverse sezioni: prosa, teatro ragazzi, teatro amatoriale, palcocomico e gli incontri culturali de “La cultura dal vivo”.
La stagione parte con due eventi fuori abbonamento: il 24, 25 e 26 settembre Luca Barbareschi vestirà i panni dell’ottocentesco Principe di Salina ne “Il Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa con Bianca Guaccero e Manuela Maletta per la regia di Andrea Battistini. La rappresentazione, prodotta da Taormina Arte, dalla Fondazione Palazzo della Cultura di Latina, dal Teatro Manzoni di Milano in collaborazione con ETI – Ente Teatrale italiano e con il Patrocinio del Ministero degli Esteri, debutterà ad agosto al “Taormina Arte”. In scena, dunque, la famiglia Salina durante i giorni dello sbarco dei Mille e il principe don Fabrizio che percepisce l’inevitabile declino della sua classe. Domenica 1 ottobre, il teatro D’Annunzio ospita Tullio Solenghi con “La bisbetica domata” di William Shakespeare, una delle commedie più famose scritte per una compagnia di soli uomini. In scena non va solo il duello tra uomo e donna, ma anche l’eterno conflitto tra maschile e femminile, i due prototipi della vita. La regia è affidata a Matteo Tarasco. Dodici le rappresentazioni per la nuova stagione di prosa ancora una volta caratterizzata dall’assoluto valore artistico, coniugando il classico con il contemporaneo accostando ai grandi maestri e alle figure storiche del palcoscenico giovani e promettenti artisti. Si parte sabato 28 e domenica 29 ottobre. Carlo Cecchi rilegge con originalità, come interprete e regista, uno dei grandi classici del Novecento: “Sei personaggi in cerca di autore” di Luigi Pirandello in un fulgido esempio di quel teatro nel teatro, tanto caro all’autore, in cui i sei personaggi ripropongono il tema della molteplicità della realtà. Una realtà diversa per ognuno, sei diverse versioni della stessa esperienza. Giovedì 23 e venerdì 24 novembre Claudia Koll è la protagonista di “Prigioniero della seconda strada” di Neil Simon per la regia di Attilio Corsini. Interpreta la moglie di un dirigente, licenziato dopo ventidue anni di lavoro, al quale cerca di infondere coraggio prospettandogli una nuova vita fuori dalla città nonostante lui resti ancorato al suo piccolo mondo. Il mese di dicembre è caratterizzato dal ritorno a Latina di Vincenzo Salemme con il suo nuovissimo spettacolo “Bello di papà”, in scena eccezionalmente per tre serate (da venerdì 1 dicembre a domenica 3) dopo lo strepitoso successo registrato al D’Annunzio nella passata stagione. Uno spettacolo che parla del rapporto tra genitori e figli ma in maniera surreale perché i genitori non sono veri genitori e i figli non sono veri figli. Martedì 5 e mercoledì 6 dicembre, l’affascinante Claudia Cardinale, icona del cinema italiano, interpreta “Zoo di vetro” di Tennessee Williams, per la regia di Andrea Liberovici, un classico della letteratura americana. Sabato 16 e domenica 17 Marco Columbro, Chiara Noschese, Enzo Garinei sono i protagonisti di “Tootsie il gioco dell’ambiguità”, regia di Maurizio Nichetti. Un viaggio attraverso i nostri tabù, le nostre timidezze e i lati nascosti della personalità. Tutto ruota intorno alla disperazione di un attore disoccupato che, pur di lavorare, si camuffa da donna dimostrando come il travestimento sia l’asse portante di un’azione capace di ribaltare tutti i luoghi comuni e le convenzioni in materia di rapporti sentimentali. Il 2007 si apre con tre grandi rappresentazioni: sabato 6 e domenica 7 gennaio Claudia Gerini ed Ennio Fantastichini sono gli attori scelti dal regista Peter Stein per interpretare “Blackbird” di David Harrower creato per il Festival internazionale di Edimburgo 2005. Sul palco, la storia di una ragazza che cerca con ostinazione l’uomo che ha abusato di lei, quando era adolescente, per parlargli di quel passato sempre presente nella sua esistenza tanto da impedirle di vivere una vita normale. Sabato 20 e domenica 21 gennaio Monica Guerritore è protagonista e regista di “Giovanna D’Arco”. L’attrice si accosta a questo personaggio con estrema semplicità. Il corpo di donna sulla scena è l’involucro della forza che trascende il suo sesso, che diviene quasi virile nella sua potenza carnale, trasformandosi in forza spirituale per un ideale cristiano che cambia la realtà di un popolo. Il testo, adattato dalla stessa Guerritore in chiave moderna, riunisce spunti e idee di Giovanna D’Arco e a rendere più complesso il personaggio contribuiscono gli atti del processo, i testi tratti dalla Giovanna D’Arco di Maria Luisa Spaziani e i brani scelti del “De immenso” di Giordano Bruno. Lunedì 29 e martedì 30 gennaio il D’Annunzio ospita il ritorno di Luca De Filippo con “Le voci di dentro” di Eduardo De Filippo per la regia di Francesco Rosi che, dopo “Napoli Milionaria!”, prosegue il discorso teatrale sulla drammaturgia di Eduardo. L’opera, scritta nell’immediato dopo-guerra, esprime gli umori di un Paese scosso nel suo sistema di valori e poco fiducioso di un’autentica rinascita come se gli orrori della guerra avessero contaminato la coscienza delle persone. Si approfondiscono i rapporti all’interno della famiglia, sempre più espressione di ipocrisia e cinismo. Ugo Pagliai e Paola Gassman porteranno in scena a febbraio, sabato 17 e domenica 18, “Sette piani”, spettacolo dedicato al mondo surreale di Dino Buzzati per la regia di Paolo Valerio. Un avvocato dai solidi principi, tutto casa e lavoro, che vive ancora con sua madre finché non viene travolto dall’amore e non riesce o non vuole trovare una via di fuga al suo destino. Sabato 3 e domenica 4 marzo il teatro D’Annunzio accoglie uno dei grandi successi della passata stagione: “Due partite” scritto e diretto da Cristina Comencini, al suo debutto teatrale, con Margherita Buy, Isabella Ferrari, Marina Massironi, Valeria Milillo. Uno spettacolo che dopo aver fatto registrare il tutto esaurito a Roma e Milano approda eccezionalmente a Latina. Due epoche allo specchio, due modi diversi di essere donne, alla ricerca di differenze e similitudini, nel tentativo di definire, oggi come ieri, la stessa identità femminile: prima madri, casalinghe per scelta, il cui mondo è la casa, la famiglia, il gioco; poi figlie, donne in carriera, indipendenti. I ruoli sono invertiti: le figlie fanno ciò che le madri sognavano di fare. Ad aprile, martedì 3 e mercoledì 4, Gabriele Lavia è protagonista e regista di “Misura per misura” scritto da William Shakespeare. Un’opera incentrata sulla irrealtà della realtà, cioè della realtà come specchio e finzione in cui tutto è diverso da ciò che appare. Sul palco, l’eterna questione del potere che muta in sopraffazione interrogandosi sui grandi temi della giustizia e del rapporto tra etica e politica. Tullio Solenghi, sabato 14 e domenica 15 aprile, chiude la rassegna del 2007 con “Le Nozze di Figaro”. Regia di Matteo Tarasco. Un classico nel quale comicità e dramma, amore e astuzia si fondono nel corso di una giornata folle e travolgente. Anima di questo capolavoro sono i sentimenti: amore, gelosia, ira, orgoglio senza che nessuno venga mai giudicato per le proprie scelte.
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