| Incidente mortale, incertezza sul conducente dell'auto |
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| Scritto da redazione | |
| lunedì 03 luglio 2006 | |
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Si è svolta davanti al Gup Lucia Aielli, la causa a carico di una ragazza , imputata per omicidio colposo. I fatti si erano svolti ad Aprilia, quando, forse a causa dell’alta velocità, la vettura su cui viaggiavano due giovani fidanzati, ad una curva, usciva di strada e, dopo aver abbattuto la recinzione di una proprietà privata, si andava a schiantare contro una cabina Telecom. Le condizioni di entrambi erano gravi e, purtroppo per il ragazzo non si poteva fare nulla. Lei, dopo circa 10 giorni di coma, faticosamente, curando anche le ferite psicologiche, tornava alla vita. Rimaneva l’interrogativo su chi fosse alla guida della vettura al momento del sinistro. La prima dichiarazione della giovane, la indicava come conducente, ma, in termini di certezza, neanche il dottor Mancon, quale consulente del Gup, riusciva ad essere risolutivo, mentre, dopo la richiesta di rinvio a giudizio del pubblico ministero Marco Giancristoforo, l’avvocato Roberto Baratta, chiedeva il proscioglimento, spiegando di non poter dar peso ad un parlare confuso, avvenuto prima che l’imputata sprofondasse nel coma.
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